Quando si aiuta un genitore a organizzare le sue giornate dopo un’ospedalizzazione, la difficoltà non è trovare un servizio, ma capire quale corrisponde davvero alla sua situazione. Tra l’assistenza domestica classica, le cure infermieristiche coordinate e i dispositivi di sollievo per i familiari, l’offerta di servizi dedicati agli anziani si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, al punto da diventare difficile da decifrare.
Servizi di autonomia a domicilio: cosa cambia con la riforma SAD per gli anziani
Dal 2023, i vecchi acronimi SAAD, SSIAD e SPASAD stanno scomparendo progressivamente a favore dei Servizi di autonomia a domicilio (SAD). Ora coesistono due categorie: i SAD « aiuto » e i SAD « aiuto e cure ». La messa in conformità è attesa entro la fine del 2025.
In pratica, questa fusione ha un impatto diretto sulla scelta di un fornitore. Un SAD « aiuto e cure » può coordinare nella stessa struttura le interventi di un’assistente alla vita e quelle di un infermiere. Prima di questa riforma, era spesso necessario destreggiarsi tra due organismi distinti, con pianificazioni raramente sincronizzate.
Per verificare la categoria esatta di un servizio, si possono consultare le informazioni senior su Le Journal du Senior, che permettono di individuare le strutture referenziate e il loro ambito di intervento. Il punto da ricordare: chiedere sistematicamente se il SAD scelto integra anche le cure, soprattutto quando una persona anziana esce da un’ospedalizzazione e ha bisogno di un follow-up infermieristico in parallelo all’assistenza quotidiana.

Centri di risorse territoriali: una soluzione quando il mantenimento a domicilio classico non basta più
Se ne parla poco, e le famiglie spesso li scoprono troppo tardi. I centri di risorse territoriali (CRT) si rivolgono agli anziani la cui perdita di autonomia supera ciò che le aiuti abituali possono coprire, ma che non desiderano entrare in una struttura.
Concretamente, un CRT offre un accompagnamento rinforzato: coordinazione medica, supporto psicologico, attività adattate. Ci si colloca tra il servizio a domicilio classico e l’EHPAD, una zona in cui molte famiglie si trovano senza una soluzione chiara.
Quando orientare verso un CRT piuttosto che un SAD
Il segnale di allerta più frequente è la moltiplicazione degli operatori senza risultati visibili. Se nonostante l’assistenza domestica, la consegna dei pasti e le visite infermieristiche la persona continua a deteriorarsi (cadute ripetute, isolamento crescente, denutrizione), il CRT può offrire un quadro più strutturante.
La difficoltà rimane l’accesso: questi centri non sono distribuiti uniformemente sul territorio. È necessario informarsi presso il CCAS del proprio comune o il consiglio dipartimentale per sapere se esiste un CRT nelle vicinanze.
Credito d’imposta e anticipo immediato: alleggerire la fattura dei servizi alla persona
Il costo dei servizi a domicilio rimane un freno importante. Molti anziani e i loro familiari ignorano che l’anticipo immediato del credito d’imposta riduce la fattura già al momento del pagamento, senza attendere la dichiarazione dei redditi. Questo meccanismo si applica ai servizi alla persona: pulizia, aiuto per la spesa, assistenza amministrativa.
Occupazione diretta dopo i 70 anni: un cambiamento da conoscere
Per gli anziani dai 70 ai 79 anni che assumono direttamente un’assistente domestica (senza passare attraverso un organismo fornitore), il costo potrebbe essere aumentato dal 2026. L’esenzione dai contributi previdenziali, un tempo più ampia, è stata ristretta per questa fascia di età. Le persone di 80 anni e oltre non sono interessate da questa misura.
Prima di scegliere tra occupazione diretta e organismo fornitore, è necessario confrontare il costo netto dopo il credito d’imposta in entrambi i casi. Ecco i criteri da considerare:
- Il tariffario orario lordo del fornitore, verificando se include i contributi sociali e le spese di gestione
- Il reale importo dell’esenzione dai contributi in base all’età della persona assistita (la regola differisce prima e dopo i 80 anni)
- La possibilità di attivare l’anticipo immediato tramite il CESU, che riduce il resto a carico mensile senza dover anticipare l’intero importo
- La copertura in caso di assenza dell’operatore: un organismo di solito assicura la sostituzione, non l’occupazione diretta

Sollievo per i caregiver: i dispositivi che si strutturano
Accompagnare un genitore anziano quotidianamente genera una fatica che le famiglie sottovalutano quasi sempre. Il sollievo per i caregiver è oggetto di un’attenzione normativa crescente. Nel 2026, la CNSA ha selezionato nuovi progetti sperimentali per prefigurare un percorso nazionale di sollievo.
Si parla ancora di un approccio esplorativo, non di un dispositivo generalizzato. I feedback variano a seconda dei territori e delle strutture coinvolte. Ciò che esiste già e funziona:
- L’accoglienza diurna, che consente alla persona anziana di trascorrere alcune ore in una struttura adatta mentre il caregiver si riposa
- L’ospitalità temporanea in EHPAD o in residenza autonomia, per soggiorni da pochi giorni a qualche settimana
- Il diritto al sollievo, finanziato dall’APA, che può coprire una parte del costo di queste soluzioni
Il tranello comune: aspettare l’esaurimento completo prima di cercare una soluzione. Anticipare la richiesta di accoglienza diurna o di ospitalità temporanea evita le liste d’attesa che, in alcuni dipartimenti, raggiungono diversi mesi.
Adattare l’abitazione degli anziani: da dove cominciare concretamente
L’adattamento della casa non si limita a installare una barra di supporto nella doccia. Gli ergoterapeuti che intervengono a domicilio valutano i rischi stanza per stanza: altezza del letto, illuminazione dei corridoi di notte, rivestimenti del pavimento scivolosi, accessibilità degli armadi utilizzati quotidianamente.
Il finanziamento passa spesso attraverso più canali simultanei: l’APA per i GIR 1 a 4, i contributi dell’Anah per i lavori di adattamento, e talvolta integrazioni delle casse pensionistiche. Un dossier unico non esiste ancora, il che costringe a presentare più richieste in parallelo. Il CCAS o un assistente sociale specializzato può centralizzare le pratiche ed evitare i duplicati.
La scelta tra restare e trasferirsi merita di essere affrontata presto. Un’abitazione su più piani senza possibilità di installare un montascale, o situata lontano da qualsiasi negozio, finirà per costare di più in servizi compensativi rispetto a un trasferimento in un’abitazione adatta. La questione non è sentimentale, è di bilancio e logistica.



